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Terme Romane e Parco Sommerso di Baia nella puntata di Fuori Luogo

Fuori Luogo. Campi Flegrei.(Mario Tozzi, Rai1, 2017).

Baia protagonista nel servizio della trasmissione "Fuori Luogo" di Rai Uno condotta dal geologo Mario Tozzi. La frazione del Comune di Bacoli è ricca di testimonianze storiche ed archeologiche. Prima tappa le Terme Romane, con la visita alle varie stanze dell'impianto termale con particolare riguardo all'area dedicata a Mercurio con l'omonimo tempio. Dalla terraferma al mare con il percorso in barca a remi nell'Area Marina Protetta per navigare sulla superficie del Parco Sommerso di Baia.

Mario Tozzi, con Fuori Luogo, a Baia alle Terme Romane e Parco Sommerso

Baia oggi è una frazione del Comune di Bacoli, nei Campi Flegrei, ma un tempo era una vera e propria città della perdizione in cui la nobiltà e l'aristocrazia romana amava trascorrere giornate nell'ozio e negli impianti termali. Il noto geologo Mario Tozzi, conduttore della trasmissione "Fuori Luogo" su Rai Uno, fa tappa proprio alle Terme romane di Baia, accompagnato da un archeologo, in particolar modo nell'area di Mercurio, una delle tre zone in cui è suddiviso l'impianto (gli altri due sono di Sosandra e Venere). Il motivo per cui le terme sono suddivise con queste tre denominazioni è legato a miti e leggende protrattesi nel tempo. Il piano di calpestio è più alto rispetto alla struttura in origine, subissatasi per via del bradisismo, mentre il cosiddetto Tempio di Mercurio non è un luogo di culto dedicato al messaggero degli dei bensì una grossa piscina coperta dal diametro che ricorda quello del Pantheon. Sovrastata da una cupola, con un foro al centro della volta per far passare la luce, all'interno vi è un forte effetto dell'eco mentre sulle pareti si notano ancora oggi i segni delle impronte dei rivestimenti in marmo colorato e mosaici che riflettevano l'acqua.

Per Orazio e Marziale, Baia luogo di perdizione

Nei Campi Flegrei Baia era un luogo di perdizione come testimoniano i testi di Orazio e Marziale. Quest'ultimo scriveva che i romani non volevano che le donne trascorressero periodi di vacanza a Baia, poichè vi entravano fedeli, caste e pure per poi tornare a Roma fedigrafe e traditrici. La tappa baiana del geologo Tozzi si sposta dalla terraferma in mare, andando alla riscoperta del Parco Sommerso di Baia, facendosi guidare dalla barca a remi di un cittadino locale, Luigi Costagliola, detto "Gigino Tre Bastoni", poichè si entra in Area Marina Protetta. Qui, tra Punta dell'Epitaffio e Lucrino, vi sono i resti del Portus Julius, del Ninfeo di Claudio e di tante strade e ville dei Romani.

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