Documentari

Sibilla Cumana nel viaggio di Italia Slow Tour con Syusy Blady

Naples: The Cumaean Sibyl. Italia Slow Tour (Syusy Blady, Patrizio Roversi, 2019).

La Sibilla Cumana e il suo Antro, adiacente agli scavi di Cuma, è la protagonista di una puntata della trasmissione “Italia Slow Tour” condotta da Patrizio Roversi e Syusy Blady, meglio conosciuti come “Turisti per caso”. L’oracolo che nell’antichità forniva vaticini e responsi ai tanti viaggiatori che attraversavano kilometri e kilometri per arrivare a Cuma ed ottenere risposte sul proprio futuro. Sibilla Cumana che li accoglieva all’interno del proprio antro, un tunnel scavato nel tufo posto al di sotto dell’acropoli che affaccia su quella che oggi è chiamata la foresta del monte Cuma.

Sibilla Cumana e scavi dell’acropoli di Cuma in Turisti per caso

La Sibilla Cumana era un oracolo, dalle sembianze umane, che nell’antichità accoglieva i viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo occidentale fornendo loro responsi e vaticini in merito al proprio futuro. La Sibilla intercedeva con il Dio Apollo all’interno del proprio Antro, situato attualmente tra i comuni di Bacoli e Pozzuoli, nei Campi Flegrei. Qui sono giunte le telecamere di Italia Slow Tour, trasmissione televisiva condotta da Patrizio Roversi e Syusy Blady, meglio noti come i conduttori di “Turisti per caso”.

La bolognese Syusy Blady parte dal belvedere che affaccia sul Lago d’Averno per raccontare di una terra mitica, di origine vulcanica, che secondo l’antica leggenda veniva considerata come la porta degli inferi. Ebbene l’oracolo della Sibilla Cumana veniva descritta come una figura posta esattamente a metà tra il mondo terreno e l’aldilà. Il tunnel in cui si trova il suo antro è scavato all’interno di una roccia in pietra tufacea che è sottostante l’acropoli della città greca e spunta lungo la facciata della montagna che affaccia sul litorale della cosiddetta spiaggia romana. Cuma è stata la prima colonia greca in Italia ed oggi i suoi scavi sormontano, appunto, la galleria in cui un tempo vi era collocata la Sibilla e che oggi è circondata da decine di metri quadri di vegetazione, che vanno a costituire la foresta di Cuma.

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