Documentari

Piscina Mirabile o Cattedrale di Bacoli su Freedom con Roberto Giacobbo

Napoli da parte a parte. Freedom. (Roberto Giacobbo, Mediaset, 2019).

La Piscina Mirabile di Bacoli costituisce la parte terminale dell’acquedotto augusteo che, dal Serino, percorreva oltre 100 kilometri per portare l’acqua nell’antica Misenum, per approvvigionare la più grande flotta dell’impero romano, la Classis Praetoria Misenensis. Roberto Giacobbo, conduttore televisivo della trasmissione “Freedom”, prova a ripercorrere lo stesso percorso, intrufolandosi in una delle tante cave sotterranee di Napoli, e ritrovandosi dopo circa 30 kilometri in quella che è stata ribattezzata come la “Cattedrale di Bacoli”. La più grande e imponente cisterna romana al mondo.

Piscina Mirabile parte terminale dell’acquedotto augusteo che Roberto Giacobbo decide di ripercorrere

La Piscina Mirabilis fu definita con questo appellativo, mirabile, dallo scrittore Francesco Petrarca, che vi fece visita nel 1343, così come tanti altri intellettuali e scrittori in occasione del Grand Tour dei Campi Flegrei del Settecento (ci sono alcune incisioni a testimoniarlo). Si tratta della più grande cisterna di acqua potabile mai costruita dai romani ed è la parte terminale di una struttura ancora più imponente, l’acquedotto del Serino, voluto dall’imperatore Augusto per approvvigionare d’acqua le 50 navi e le migliaia di marinai della Classis Praetoria Misenensis, la più grande flotta imperiale. Un tunnel di 100 kilometri che, a partire dal Serino, in Irpinia, attraversava città importanti come Pompei, Napoli e Pozzuoli, per poi culminare nell’antica città di Misenum, in questa piscina lunga 72 metri, larga 25 e alta 15, che poteva accogliere fino a 12mila metri cubi d’acqua potabile.

La Piscina Mirabile è la tappa finale di un ipotetico percorso che il conduttore e divulgatore scientifico Roberto Giacobbo, andando in onda con la trasmissione “Freedom”, ha voluto ripercorrere intrufolandosi in una delle tante cave sotterranee presenti a Napoli. Poco meno di 30 kilometri circa per arrivare a quella che è stata ribattezzata come la vera e propria “Cattedrale di Bacoli” o “Cattedrale dell’acqua”. Decine di navate intervallate da colonne di tufo ricoperte di cocciopesto, un materiale che consentiva da un lato il mancato deposito di sedimenti e, dall’altro, l’impermeabilità della struttura. Ciò avveniva anche grazie alla zoccolatura presente tra le intercapedini e la periodica manutenzione attraverso l’utilizzo di una vasca limaria e il calcare raschiato dalle colonne da cui veniva ricavato materiale per fare, addirittura, dei gioielli.

Devi fare il login per lasciare un commento. Non sei iscritto?

X

Bacoli.it | Portale turistico città di Bacoli

No right click