Documentari

Parco Sommerso di Baia, una Pompei sotto il mare documentata da OttoChannel

Alla scoperta di Baia, la Pompei sommersa. (Ottochannel.tv, S.Ieppariello, 2018).

La città sommersa di Baia, o Parco Sommerso di Baia, definita la "Pompei sott'acqua", protagonista di un documentario realizzato da OttoChannel, emittente televisiva sannita. Un filmato che esalta il mare e la costa di Baia e Lucrino, alla scoperta dei resti antichi del Portus Julius, il più antico porto militare di epoca romana, e delle ville che un tempo appartenevano ai patrizi. Reperti archeologici inabissati a causa del fenomeno del bradisismo e che oggi sono visitabili attraverso diving subacquei oppure facendo snorkelling.

Baia, l'antica città frequentata dalla nobiltà romana

Un bel documentario su Baia e il suo parco archeologico sommerso, la cosiddetta "Pompei sommersa", realizzato da OttoChannel, emittente televisiva del Sannio, per la rubrica "L'Altra Campania" a cura di Simonetta Ieppariello. Un viaggio alla riscoperta di quella che un tempo era la Baia frequentata dalla nobiltà romana, città del peccato e del divertimento, il cui nome potrebbe derivare da Bajos, il fedele compagno di Ulisse, oppure proprio dalla sua natura di insenatura ricca di lusso e di piaceri.

Nel servizio, attraverso immagini mozzafiato e musiche evocative, viene riportata anche la famosa citazione di Orazio: "Nulla al mondo risplende più dell'amena Baia". Gli antichi romani amano oziare nell'antica città per tre motivi: le diverse sorgenti termali, per la cura del corpo, il cibo, con la vasta produzione di ostriche, triglie e murene attraverso le piscine di acqua dolce e salata, e poi per le belle donne. Infatti, si diceva che le donne romane a Baia giungevano caste e pure come Penelope, la moglie di Ulisse, e tornassero fedigrafe nel mito di Elena di Troia.

Cymba, l'imbarcazione per guardare sott'acqua il parco sommerso di Baia

Oltre alle testimonianze storiche dei soprintendenti Filippo Demma e Pierfrancesco Talamo, il racconto del Parco sommerso di Baia avviene anche attraverso le parole del comandante Giacomo Lembo e della guida turistica Nicla Lembo, titolari dell'imbarcazione Cymba. Infatti, per visitare la cosiddetta "Pompei sommersa", ci si può immergere in acqua grazie ad un diving autorizzato oppure si può salpare a bordo di un battello molto particolare, dotata di una sala sotto la plancia in cui, attraverso dei pannelli di vetro gli ospiti possono ammirare le persistenze storiche presenti a 4-5 metri sotto il livello del mare.

Il nome Cymba è dovuto al nome delle imbarcazioni che, all'epoca dell'impero Romano, navigavano proprio all'interno del lacus baianus. Scoperta negli anni Quaranta grazie alle riprese aeree, l'antico parco archeologico sommerso ricopre un'area molto vasta: con un'estensione che è tre volte quella di Pompei, i primi resti si trovano già a 400 metri dalla costa e si pensa che ci siano ancora molte aree inesplorate. Impressionante la conservazione delle mura, delle colonne e dei mosaici coperti dalla sabbia (per evitare che attecchiscano le alghe), così come la presenza di tratti dell'antica via Herculea realizzata in pietra calcarea bianca. Di fronte alla costa di Lucrino c'è il Portus Julius, il porto militare voluto dall'imperatore Augusto e realizzato dall'architetto Cocceio, la cui attività è durata appena 12 anni prima di essersi inabissato a causa del bradisismo.

A Punta dell'Epitaffio, invece, è stato ritrovato l'antico ninfeo dell'imperatore Claudio, un abside semicircolare, dove c'era rappresentata la scena dell'ubriacatura di Polifemo, con nicchie nella parte esterna dove vi erano riposte le statue dei familiari dell'imperatore. Statue di cui oggi in mare sono presenti delle copie, dal momento che le originali sono conservate all'interno del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, dal 1993 sito presso il Castello Aragonese di Baia.

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