Monumenti a Bacoli
Colombario Imperiale del Fusaro

Colombario Imperiale del Fusaro

Al Fusaro, tra il bivio di Viale Vanvitelli e Via Virgilio, si trova un importantissimo sepolcreto di epoca romana, circondato da altri colombari non ancora completamente esplorati. Il Colombario Romano del Fusaro, ad oggi indagato, mostra sepolture a inumazione ed a incinerazione datatili a partire dal I sec. a.C. fino alla prima metà del III sec. d.C..

colombario-romano-fusaro
Colombario Imperiale del Fusaro (2020)
  1. Scoperta
  2. Storia recente
  3. Epigrafi
  4. Contatti

La scoperta del colombario romano del Fusaro

La scoperta del Colombario Imperiale del Fusaro di Via Virgilio avvenne tra il 1840 ed i primi mesi dell’anno successivo, per mano del Regio Architetto Carlo Bonucci, che ne diede notizia in una lettera inviata al re Ferdinando II di Borbone, datata 16 aprile 1841.

Scrive il Bonucci:

“[…] un’antica strada romana da Baia conduceva alla palude Acherusia (oggi lago del Fusaro) e di là si dirigeva a Cuma. Essa è di tratto in tratto fiancheggiata da campi funebri serviti per la plebe. Talvolta però vi s’incontrano gruppi di tombe più considerevoli ricoverti di terra e di piante selvagge. Noi abbiamo scoverto uno di questi sepolcreti che sembrava promettere importanti risultamenti. Esso è composto di un gran colombario di forma circolare che riceve luce da un finestrino situato in mezzo alla sua covertura. Diversi ordini di piccole nicchie per le olle cinerarie si veggono disposti intorno e due nicchie più grandi decorate da un frontespizio con pilastrini doveano esser destinate per le urne più illustri. A lato del colombario esistevano alcune stanze funebri ove abbiamo rinvenuto alcuni ordini di sepolcri, gli uni sugli altri di semplici tegole e collo scheletro di qualche servo. […]Vi scuoprimmo alcune iscrizioni di marmo che denotavano esservi sepolta Giulia Procula consorte di Cranio Marciano (C.I.L. X, n.° 2607) e Crania Prisca (C.I.L. X, n.° 2488 – Mus. Naz. n.° 3227) ed il fanciullo Aniceto (C.I.L. X, n.° 2051 – Mus. Naz. n.° 3229) […]

Storia recente del Colombario di Via Virgilio

Nel corso del tempo, abbandonato all’incuria, il Colombario Imperiale del Fusaro compare e scompare diverse volte, fino agli anni cinquanta, quando nei pressi del sito furono costruiti alcuni nuclei abitativi ad uso popolare. Ritornato alla luce, l’intero complesso funerario passa in proprietà del Comune di Bacoli, grazie a una donazione. In quegli anni l’intera area funeraria era visibile, come è attestato da un carteggio tra il prof. Amedeo Maiuri, Soprintendente alle Antichità di Napoli, e l’avv.to Ernesto Schiano, Sindaco di Bacoli, nonché da pubblicazioni di A. De Franciscis e R. Pane.

Come fosse “l’Olandese Volante”, il famoso vascello fantasma del romanzo di Frederick Marryat, che solca i mari in eterno senza una meta precisa e a cui un destino avverso impedirebbe di tornare a terra, così il nostro colombario compare e scompare, meravigliando ad ogni sua apparizione. E così accade che pochi anni dopo il sito funerario scompare nuovamente, tanto che M.R. Borriello e A. D’Ambrosio, autori di Baiae-Misenum (Forma Italiae /1979), scrivono: “…Di tali ruderi non resta attualmente traccia”. Nel 1979, il Comune di Bacoli avviò un progetto di recupero, di riqualificazione e rilancio dell’intera area monumentale, impegnando un nutrito gruppo di giovani assunti con la legge 285/77.

Oggi, grazie all’opera di giovani volontari e ad esperti della materia, come I dott. Gervasio Illiano (archeologo) e Gennaro Illiano (presidente di Legambiente), nonché a maestranze comunali, il sito si presenta in buono stato di conservazione, risultando “leggibile” sia nell’intera area a vista (podio e strutture funerarie limitrofe) che in quella a ipogeo. Come tutti i luoghi di memoria, anche il sito funerario del Fusaro merita il rispetto dovuto, perché “la vita dei morti è riposta nel ricordo dei vivi” (Cicerone, Philippicae).

Ritrovamento iscrizioni lapidee

La pulizia del complesso dalla vegetazione e dai rifiuti di ogni tipo e lo scavo di sepolture ad inumazione negli ambienti al livello superiore, portarono al rinvenimento di alcune interessanti iscrizioni lapidee.

  • C.I.L. X, 2607: D(is) M(anibus) / Iuliae Proculae / Quae vixit / annis XXV m / V d X (G)rani/us Marcianus / coniugi b(ene) m(erenti) f(ecit).
  • C.I.L. X, 2488: D(is) M(anibus) / Graniae Priscae quae / vixit annis L m III d X / Cerdo Agaclyti coniugi / bene m(erenti) f(ecit).
  • C.I.L. X, 2051: D(is) M(anibus) S(acrum) / hic iacet / Anicetus puer / annorum VIIII.


Come arrivare e come visitare

Articoli Correlati

Tomba di Agrippina

Tomba di Agrippina

Cento Camerelle

Cento Camerelle

Piscina Mirabile

Piscina Mirabile